elmo

Stavolta comincio da un’immagine. La foto che avete visto sopra, l’ho scattata in un museo nazionale in Basilicata, quest’estate, col consenso dei guardiani del museo stesso. L’elmo che vedete appartiene allo scavo di una tomba di un guerriero locale, dove sono state trovate poi una serie di cocci di vario tipo, un pugnale, una spada simile a un gladio e una punta di lancia, tutti e tre alla base dell’elmo nella foto.

Che c’è di strano in questo? Che le armi sono in una lega del tutto simile all’acciaio e la tomba è stata datata a circa 1500 anni prima di cristo, ossia quasi 1000 anni prima della nascita di Roma.

Per com’è spesso insegnata la storia, al di fuori delle principali civiltà come quell’Egizia, Greca o Romana non esiste che un’area indistinta di barbarie e territori selvaggi, ma alla luce di ritrovamenti come questi, è facile ipotizzare nei nostri giochi un’età molto simile a quella descritta da Howard col suo Conan, un mondo in cui chi ha conoscenze superiori può diventare un mago, una spada di acciaio è l’equivalente di un oggetto magico, le civiltà sono sanguinarie ma non barbare e i mostri delle leggende sono realtà.

Queste popolazioni, nella realtà, avevano continui scambi culturali e commerciali, ma è anche vero che un viaggio dall’Etruria all’attuale Basilicata era piuttosto lungo e chissà quali pericoli si dovevano affrontare nel viaggio: briganti di ogni tipo, “mostri”, popolazioni dagli usi incredibilmente strani potevano essere incontri all’ordine del giorno.

Un esempio classico di come la realtà si tramuti in leggenda l’ho scoperto durante le mie ricerche riguardo al manuale che sto scrivendo. La prima citazione di Lupi Mannari scritta è molto probabilmente romana, infatti, chi colonizzava il basso Lazio fino all’Irpinia, riportavano di popolazioni locali i cui uomini sembravano lupi, che vivevano nei boschi e durante le notti depredavano i coloni. In realtà le popolazioni Irpine (Hirpus significa lupo in Sannita) usavano addestrare grossi cani e lupi, comuni nei grandi boschi locali, per il combattimento e per protezione delle greggi.

Durante le notti di luna piena attaccavano, a volte, gli insediamenti romani, sfruttando la loro conoscenza dei boschi e la luce lunare per nascondersi e non dover usare torce per avvicinarsi, inoltre portavano con sé i loro grandi cani: facile pensare come di notte gli ululati degli animali e la vista degli uomini all’attacco fosse confusa e generasse quindi la leggenda.

Questo articolo è un sunto di materiale che sarà anche disponibile all’interno del sourcebook al quale sto lavorando.

 

English version

This time i’ll start with a picture. I took the photo you can see up here in a national museum in Basilicata, this summer, thanks to the keepers of the museum itself. The helm you can see comes from an archaeological excavation of a local warrior tomb, where were found also some earthenwares, a dagger, a sword similar to a gladius and a spear point, those three that are at the helm base in the photo.

 

What is weird about that? The weapons are in an alloy very similar to steel, and the tomb was dated up to 1500 years before Christ, or 1000 years before Rome was built.

As the history is often taugth, other than the principal civilizations like Egyptian, Greek or Roman, there was only an indistinct area of barbarism and savage territories, but in the light of findings like these, is easy to speculate in our games an age similar to that described by Howard in the Conan cycle, a world in wich those that have superior knowledges can become a mage, a steel sword is the same as a magical item, civilizations are really bloody but not barbaric, and the monsters from the legends are a reality.

 

These populations, in reality, had continuous cultural and commercial exchanges between them, but is also true that a travel from Etruria to the actual Basilicata could be long and full of dangers: outlaws and thieves, “monsters” like wild animals, populations with extremely strange traditions could be everyday encounters.

 

I’ve found a classical example of how the reality can become legend during my search for the sourcebook i’m working on. The first written quote about werewolves is probably roman in origin, in fact, the ones that colonized the lower Lazio area up to the Irpinia, reported of local tribes in wich men appeared as wolves, that lived in the woods and during the night descended upon the settlers to sack them. In reality Hirpinian populations (Hirpus means Wolf in Samnyte) used to train big dogs and wolves, very common in the great forested areas around, for combat and for protecting flocks.

During the full moon nights they attacked, sometimes, roman settlements, using their wood knowledge and moonlight to hide and to not use torches to getting near to the villages, and also coming with their big wolves: is easy to think how the animal howlings and the human attacks were mistaken and mixed, generating the legends of the wolf-man.

This would be a summary of the materials that will be available inside the sourcebook i’m working on.