Ultimamente, nell’ambito delle community di giochi di ruolo italiane, ma a volte anche estere, ci sono state alcune esperienze che ritengo poco piacevoli e in cui, in alcuni casi, mi sono trovato coinvolto di persona.
Chi mi segue da un pò avrà notato sicuramente che sulle mie pagine non ci sono recensioni, discussioni riguardo metodologie di gioco, commenti personali su editori, prodotti o qualsiasi altra cosa che permetta ad altri di dire: sei ascrivibile a questo tipo di persona o a quest’altro, a questa ideologia o all’altra.
Il motivo è presto detto: sono per natura polemico.
Quando si tratta di alcuni argomenti spesso non riesco a frenarmi e questo attira inimicizie, perché a nessuno piace molto, essere criticati nel lavoro o meglio ancora nel proprio hobby.

Quindi preferisco evitare le critiche e le polemiche, le prime perché anche se sono utili, cadono nel vuoto, le seconde perché sono inutili, e preferisco esprimere qui la mia creatività, cercando di dare un aiuto e un contributo alle vostre sedute di gioco di ruolo con l’esercizio della fantasia e della scrittura di articoli che, credo, siano piacevoli da leggere e stimolanti.

Un appunto però permettetemelo: se è vero che le critiche sono utili, da un lato, dall’altro non sono sempre e solo sufficienti. Il gioco di ruolo necessita, come tantissime altre attività, anche di cure ed aiuto per crescere, di apprezzamenti su quanto di buono gli altri fanno, di divulgazione da parte dei fans dei blog altrui, degli articoli, di segnalazioni agli amici di ciò che abbiamo letto e ci è piaciuto, di mettere in comune le nostre esperienze con gli altri, invece di coltivare ognuno il proprio orticello, e questo vale tanto per il giocatore in erba quanto per l’editore o l’autore di giochi.

Il nostro ambiente, per quanto sia un pochino più chiacchierato ad oggi, non si è molto espanso ed evoluto dal periodo in cui ho iniziato a giocare al vecchio D&D: siamo ancora pochi, siamo una realtà molto di nicchia e tendiamo, all’interno di questa realtà, a scavarci a nostra volta nicchie nelle quali vediamo giochi “disutili e fallaci, anche psicologicamente” ( spesso riferito ai giochi tradizionali) , metodi di gioco che “riflettono solo il protagonismo di uno o più partecipanti” (riferito alla metà oscura della nostra luna, i gdr narrativisti o new wave), “roba che andava bene quando si giocava ai wargames ma ora no” (e qui si tira in ballo l’old school).

Mi sembra evidente, quindi, che la triste nomea nerd per cui non sono “gli altri” a tendere verso la nostra esclusione, ma siamo noi a trovare nuovi metodi per escluderci, sia fondata, dato che siamo i primi a costruire barriere anche fra noi stessi, e ci escludiamo con dialoghi spesso dagli aspetti trolleschi (e sì, stavolta veramente inutili al gioco, o addirittura disutili).

Il mio, quindi, stavolta vuole essere un richiamo per tutti quelli che giocano, quindi dovrei autoescludermi dal momento che non riesco a trovare un gruppo di giocatori che riescano a mantenere gli impegni presi, malidetti loro!

Che cosa fare quindi?
Condividete il materiale dei blog e dei forum che leggete, commentateli, non abbiate timore di dire ciò che pensate perché a volte anche un commento non del tutto positivo può essere meglio di niente, per chi scrive; fate girare su forum e fanpage facebook le uscite di prodotti italiani, anche se alcuni non vi piacciono, perché magari il vostro amico potrebbe trovarli interessanti ed aiutare così l’editore che trova difficoltà a far notare il suo lavoro, e prendiamo tutti l’abitudine che la critica ad un prodotto non deve equivalere a prendere una parte netta, ma se fondata e corretta DEVE essere fonte di discussione con argomenti più o meno validi.

Gli editori si ricordino che la nostra realtà è così di nicchia che cercare di prenderci in giro come clienti, risparmiando 50 centesimi a manuale per mettere una carta decente, una buona copertina o delle illustrazioni decenti, non gli farà guadagnare qualche soldo in più, semmai in meno: ci sono stati allo scorso Lucca Comics dei manuali praticamente autoprodotti e veramente molto belli ad un costo a volte inferiore ad altri che invece venivano dall’estero e, a volte, da grandi case editrici…come ci sono anche giochi Italiani di dubbio gusto o semplicemente BRUTTI, ed è più probabile che sia perché la maggioranza è così, che non riescono a sfondare sul mercato interno, figuriamoci in quelli esteri.

Ricordatevi che gli accoliti degli Antichi hanno già delle divinità malvagie che li tengono sott’occhio, più la polizia e tutti gli avventurieri che non vedono l’ora di fargli la pelle: se litigano anche fra di loro, è la fine!

c07-invoc2

http://www.goominet.com/unspeakable-vault/vault/7/